


Studiare
....................diciamo più o meno fatto...
Leggere la sera ..............assolutamente NON fatto perchè impossibilitate da orari assurdi! 
Mangiare meno (soprattutto formaggi!) ........e come diamine si fa??!! !
Eliminare e limitare certi Vizi ......cause di forza maggiore ci hanno costretto a smettere di fumare...quindi...FATTO! 
Andare più spesso da Mamma e Papà
....cause di forza maggiore ci costringono a ritornare all'ovile almeno una volta a settimana! 
Ampliare il cerchio delle conoscenze ......mmm.....behhh......niente da fare........
Frequentare locali nuovi ...ma ti sembra?! non usciamo praticamente mai di casa!
Uscire per l'aperitivo
....per l'appunto, vedi punto precedente!
Invitare più spesso gente a cena ....per quanto possibile....diciamo che è stato fatto...
Preparare le moke alla sera .....abbiamo una splendida macchinetta del caffè!!
Mettere la monetine nel salvadanaio .....salvadanaio?! 
X TItti: allenarsi ...eccerto! come no!
X Vero: iscriversi a qualche corso ......diciamo che frequenta corsi di acqua gym e pilates a sbaffo!
...seguirà lista dei buoni propositi 2008!
...e speriamo di essere più fortunate!
ROME — All the world loves Italy because it is old but still glamorous. Because it eats and drinks well but is rarely fat or drunk. Because it is the place in a hyper-regulated Europe where people still debate with perfect intelligence what, really, the red in a stoplight might mean.
Riportiamo integralmente la mail che ci è stata inviata dal Circolo Lesbico Drasticamente.
Care tutte/i,
vi scriviamo questa mail per informarvi di una nostra
importante iniziativa.
Il Circolo Lesbico Drasticamente, attivo nel territorio
padovano da più di dieci anni e importante luogo di
aggregazione per le donne lesbiche della città, vive da
sempre una situazione di precariato e disagio dovuta alla
mancanza cronica di una sede. Dopo anni di richieste cadute
nel nulla e di vari tentativi d’instaurare un dialogo con
l’Amministrazione, il circolo ha deciso di lanciare una
petizione per ottenere finalmente una sede dal Comune. Tutti
i particolari e le motivazioni li chiariamo nel testo della
petizione, qui in allegato.
A metà novembre terremo una conferenza stampa in cui
presenteremo ufficialmente la petizione e tutte le nostre
attività culturali e politiche previste per i prossimi
mesi.
Vorremmo che questa iniziativa non fosse fine a sé stessa
e al nostro specifico obiettivo, ma che diventasse un modo
per stabilire contatti e creare un confronto tra
associazioni e persone singole della città, partendo in
particolare dalla solidarietà tra donne e abbracciando
tutte le realtà della società civile che condividono un
concetto attivo della partecipazione e del fare politica.
Vi invitiamo quindi a leggere e diffondere la petizione e a
farci sentire la vostra opinione e la vostra solidarietà.
Vi terremo informate/i sui luoghi e gli eventi in cui saremo
presenti per raccogliere le firme.
Ci vediamo alla conferenza stampa!
Circolo Lesbico Drasticamente
Quanto figa sono???
Vero
, sì sono l'altra, quella che non capisce niente di pc e che, a parere di molti, emette vibrazioni negative per cui ogni mezzo tecnologico si "impalla" al mio arrivo, per questo, un pò per pigrizia un pò per divieto, non scrivo spesso su questo blog.
) e che oggi ha passato tutta la giornata ha scaricare le sigle dei suoi cartoni animati preferiti, (poi sono diventate le sigle di TUTTI i cartoni conosciuti..) questo al posto di fare una delle 100 cose necessarie in vista di: inizio sessione esami (si spera l'ultima), inizio lavoro a scuola e in palestra, trasloco nella nuova casa (esattamente sopra la casamessicana) tutta ancora da arredare e sprovviste di piantina e misure..
Anche se non ci siamo mai andate (lo so amore, tu ci volevi andare, è colpa mia!) mi sembra il minimo postare questa mail che mi è arrivata oggi...
Le donne sono ancora vittima di discriminazione. Il Pixelle
è un circolo arci giovane, che ha dato spazio alle
iniziative delle donne. Aperto da 5 socie che con l'aiuto di
molte altre, hanno trasformato un grigio capannone
industriale in un luogo accogliente e piacevole. Concerti,
teatro, cineforum e tanto altro..
Ora "lo sfratto", senza preavviso, senza possibilità di
dialogo, e con l'accusa di essere un locale "equivoco".
Un locale spesso attaccato che non ha mai avuto lo spazio
mediatico per esporre il proprio punto di vista.
Ma questa diaspora delle donne ha il sapore amaro della
discriminazione.
Se volete scrivere un vostro commento o un messaggio di
sostegno, spedite una mail a:
info@pixelle.it
lo pubblicheremo sul sito al più presto.
Grazie a tutti e a tutte per aver fatto del Pixelle un posto
diverso e speciale
Lettera di Pixelle alle redazione de "Il Mattino di
Padova", 5 agosto 2007.
Spett.le Redazione,
con la presente il direttivo dell'associazione Pixelle
desidera esporre il proprio punto di vista sulla questione
del nostro "trasloco" dalla zona industriale come
esposta dall'articolo de "Il Mattino" del 3 agosto
2007, pessimamente titolato "lesbiche sfrattate".
Desideriamo inoltre ribattere alle osservazioni fatte in
merito dal consorzio ZIP e in particolare dalla signora
Monica Manto.
La prima osservazione da fare rispetto alle dichiarazioni
del consorzio è che il nostro sfratto dall'interporto
non sia motivato dall'incompatibilità tra la
destinazione d'uso economico della ZIP e il tipo di
attività della nostra associazione, quanto piuttosto dal
fatto che queste attività siano destinate ad un pubblico
in parte lesbico. Non si capisce altrimenti il riferimento
fatto dalla signora Manto agli " equivoci" che, secondo
le sue informazioni, il Pixelle avrebbe generato.
A noi pare che il consorzio ZIP non sia a conoscenza delle
attività del Pixelle. Siamo un circolo Arci nato
dall'esigenza di coniugare l'impegno ed il divertimento
per un pubblico prevalentemente femminile, anche
omosessuale, che non trova spazi in altri contesti. Il
Pixelle offre servizi di carattere ludico e ricreativo,
simili a quelli offerti da attività di natura strettamente
commerciale ed economica. Da questo punto di vista, pensiamo
che le proposte del circolo siano compatibili con il tipo di
attività indicate dal consorzio ZIP. Vorremmo anche
invitare a riflettere sul fatto che locali come questo non
trovano ormai più spazio in città, a causa degli affitti
proibitivi e delle proteste cittadine contro i rumori. Ma
anche, e in maniera solo apparentemente provocatoria, sul
fatto che il Pixelle abbia funzionato come dopo-lavoro per
donne e lesbiche impiegate all'interporto.
Inoltre il Pixelle ospita un'associazione - il circolo
Drasticamente - che attraverso il nostro circolo ha
trovato una sede - mai concessa dal comune - e riesce a
finanziare le proprie attività. Con il Drasticamente,
Centro Universitario Cinematografico, Abracalam e tante
altre associazioni abbiamo organizzato una serie di proposte
culturali e ricreative quali presentazioni di libri,
rassegne cinematografiche, spettacoli teatrali e mostre
d'arte. E non uno degli ospiti ha trovato alcunchè di
equivoco. Non sono, quindi, le iniziative svolte a
distinguerci da altre attività culturali presenti
nell'area. Anzi: sosteniamo che il Pixelle si inquadri
bene in quelle azioni di tipo sociale che il consorzio ha
comunque avviato (ad esempio, il progetto per la costruzione
di un asilo nido e di una scuola materna o la concessione di
uno spazio a TeatroContinuo).
Questi tipi di eventi, molto seguiti dalle nostre socie e
soci, passano all'indifferenza dell'opinione pubblica,
mentre ha ricevuto un'attenzione enorme e francamente
spropositata l'incidente dello scorso marzo. Non
desideriamo minimizzare la gravità dell'accaduto o
giustificare alcun tipo di violenza, ma non possiamo tacere
l'uso strumentale e sensazionalistico che si è fatto di
questa notizia, e sottolineiamo ancora che l'incidente è
avvenuto fuori dal Pixelle e durante l'orario di chiusura.
Ricordiamo inoltre che si è trattato di un episodio
isolato e non di "episodi di risse", in quanto anche la
vigilanza del locale è stata innalzata senza mai trovare
comunque necessità di intervento.
Riteniamo che il consorzio ZIP abbia agito mosso da
pregiudizi piuttosto che per salvaguardare la destinazione
d'uso della ZIP. Tanto più in un momento nel quale si
sta ri-discutendo la destinazione d'uso di tutta l'area
nell'ottica di una transizione - peraltro già
sperimentata in molte altre aree urbane - dall'industria
ai servizi, specialmente quelli diretti verso il turismo e
il divertimento. Area nella quale riteniamo che il Pixelle
possa essere incluso.
Il consorzio dice di voler presto prendere provvedimenti
contro altre attività non in linea con la destinazione
d'uso della ZIP. Non ci crediamo, e continuiamo a
chiederci perché prendersela con l'ultima arrivata, e in
modo tanto sbrigativo senza aver tentato almeno di
interloquire.
Siamo costrette ad una fuga dalla ZIP per una decisione del
consorzio che, per quanto diretta al proprietario
dell'immobile da noi affittato, ricade esclusivamente su
di noi senza che nessuno, inclusa la signora Manto, abbia
pensato al danno che ci arreca e alla funzione che noi
svolgiamo. I metodi indegni e sbrigativi con i quali siamo
state cacciate si giustificano solo con un intento
discriminatorio che vogliamo chiaramente denunciare dalle
pagine di questo giornale.
Ci amareggia dover controbattere coi bagagli già sulle
spalle a una polemica che noi non avremmo sollevato. Ma i
toni usati in articoli apparsi sulle pagine dei giornali
locali ci impongono questa puntualizzazione. Amareggia
ancora di più osservare che dai tempi di Platone nulla è
cambiato e che "i più non si accorgono di non conoscere
l'essenza della cosa di cui si tratta". L'essenza del
Pixelle rimane ormai preziosa eredità di chi ha avuto la
capacità di avvicinarsi senza pregiudizi.
Il direttivo del Circolo Arci Pixelle.
Giusto per fare un quadro della situazione,
così è come si presenta il mio collo ora:

...non è bellissima??

Devo fare un sacco di esecizi x la mia lingua...qualcuno suggerirebbe del sano s.o. ...ci penserò, intanto, visto che la mia metà è tornata a casa mi diletterò allo specchio muovendo la lingua
fuori/dentro
destra/sinistra
su/giù
tutt'in tondo esternamente/internamente
...
SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE BRAME CHI E' LA PIU' BELLA DEL REAME?

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pubblicazione: 20/05/2005 aggiornamento: 24/05/2005
visite totali: 377 visite oggi: 2 visite ieri: 2 media visite giorno: 0,47 |
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Sono diversi giorni che non sono in me...
sarà che mi hanno tolto un pò di pezzi andati a male...
sarà che ho piccoli fori che testimoniano la bombardata di morfinatoradolcontramalplasil e anestesia di non so che tipo che devo ancora smaltire e che mi rende intrattabile nonchè decisamente nervosa...
sarà che tutti vogliono fare cose per me e che io mi sento un pò oppressa...
PERO'
non voglio assolutamente niente da nessuno!
e tantomeno chiedo niente a nessuno!
perchè non ho voglia di sentirmi obbligata a ringraziare!
Quindi se mi fate un piacere perchè avete voglia di farlo.... bene!!! ma non aspettatevi riconoscimenti ed onori.
Non li avrete da me e non li dovete pretendere.
Se poi avete un pò di culo forse un grazie sottovoce ve lo beccate. Ma non è la regola. Non voglio che lo sia.
Detto questo:
GRAZIE AMORE PER ESSERE STATA AL MIO FIANCO, PER AVERMI TENUTO LA MANO, LA FRONTE, LA PADELLA E LA BOCCIA DI ARANCIA ROSSA!
GRAZIE PER ESSERTI INFORMATA E AVER TENUTO TUTTO PER TE!
GRAZIE PER ESSERTI TOLTA TUTTI I VIZI SOLO PER RIUSCIRE A TOGLIERLI ANCHE A ME!
GRAZIE PER AVER GUIDATO AL POSTO MIO!
GRAZIE PER AVER DORMITO AL MIO FIANCO (TRA ME E IL MIO AMICO CUSCINO!)
GRAZIE PER AVERMI AMATO IN OGNI MOMENTO E SEMPRE DI PIU'!
GRAZIE ANCHE PER TUTTO QUELLO DI CUI MI SONO DIMENTICATA DI RINGRAZIARTI!
TI AMO ANCH'IO!!!!!

Image by nosurprises.it
"Dico solo che a volte arrivano aerei notturni che non ti aspetti
e ci sono notti più lunghe delle ore che le contengono"
Una volta, un bel pò di tempo fa, ho letto questa frase da qualche parte e l'ho stampata su un bel foglio con tutte delle belle clipart intorno (pensa un pò quanto tempo fà è stato..!!) e da quel momento è sempre stata in camera mia.
Ieri sera l'ho riletta per l'ennesima volta.
E pensando ai giorni passati ho detto "sì, in effetti ha ragione!"
Chi però non lo so ancora!
Riporto integralmente ciò che ho letto sul sito Gay.tv
Bush, Ahmadinejad e il ministro polacco Giertych gli altri nomi della lista di Human Rights Watch.
Papa Benedetto, il presidente Bush e il presidente iraniano Ahmadinejad hanno minato i diritti umani promuovendo attivamente il pregiudizio contro le persone gay, lesbiche, bisessuali. La classifica è stata redatta da Human Rights Watch, organizzazione inglese per la tutela dei diritti umani nella sua indagine annuale "hall of shame" rilasciata nella giornata mondiale contro l'omofobia del 17 maggio.
La giornata celebra il giorno del 1990 in cui l'organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che l'omosessualità non ha basi scientifiche per essere considerata una malattia o un disturbo. La classifica mette in evidenza i leader che si sono adoperati per negare i più elementari diritti umani. La classifica vede:
1- Papa Benedetto. per minare le famiglie non conformi al dettato ecclesiastico. Milioni di famiglie di fatto, di divorziati, di separati, di famiglie con un solo genitore o omosessuali vedono non riconosciuti i loro diritti e il loro amore dalle azioni del Papa.
2- George Bush. Per minacce alla salute pubblica. Il suo destinare un terzo delle risorse anti aids ai programmi fallimentari sull'astinenza sessuale gestiti dalle chiese è uno spreco di risorse e una minaccia alla salute pubblica.
3- Il presidente Ahmadinejad per le decine di ragazzi omosessuali impiccati in Iran e lo stato di persecuzione di milioni di cittadini glbt.
4- Il ministro polacco per l'struzione Giertych per la sua legge di impronta fascisa che impedisce l'insegnamento alle persone glbt.
Segue l'articolo intero pubblicatu su bblicato su Human Right Watch
For undermining families: Pope Benedict XVI. The Vatican, which holds special observer status in the United Nations, has not been shy in using its political weight to oppose extending basic human rights to same-sex couples. Pope Benedict XVI has actively intervened in politics to quash recognition for lesbian and gay families, and to threaten people who support it. The result has been to stigmatize lesbian and gay couples and make their families more vulnerable.
In January, the Pope told Italian politicians that any plans to recognize unions other than traditional marriage would "appear dangerous and counterproductive.'' When the Italian government proposed civil unions for same-sex couples, Catholic bishops warned lawmakers that they had “the moral duty to clearly and publicly voice their disagreement and vote against any proposed law that would recognize homosexual couples.” In Italy and other countries, church officials have suggested that supporters of gay rights as well as reproductive rights could be excommunicated.
When Spain passed a law guaranteeing civil marriage to all in 2005, a high Vatican official warned Spaniards to defy the measure. Cardinal Alfonso López Trujillo of Colombia, head of the Pontifical Council on the Family, said officials should refuse to marry same-sex couples or even process the paperwork if they tried to adopt a child. “A law as deeply inequitable as this one is not an obligation,” he said.
Church officials have supported legal discrimination and rejected lesbian and gay families in other ways. This year Catholic bishops in the UK pushed hard, but unsuccessfully, for exemption of Catholic agencies from antidiscrimination legislation. In 2006, Catholic Charities in Massachusetts announced that it would cease adoption services altogether rather than obey an antidiscrimination law requiring equal treatment for same-sex couples in placing children who need homes.
For jeopardizing health: George W. Bush, President of the United States. In 2003, the US Congress authorized President George W. Bush’s Emergency Plan for AIDS Relief (PEPFAR), a five-year, US$15 billion program to provide funding for HIV/AIDS, tuberculosis and malaria to 15 countries. Under a provision supported by the Bush administration, however, at least one-third of PEPFAR prevention funds must be spent on programs promoting abstinence until marriage.
These programs discriminate against lesbians and gays and put their health at risk. Since lesbians and gays cannot marry in most countries, including all 15 PEPFAR countries, abstinence programs convey a message that there is no safe way for them to have sex, and deny them information that could save their lives. Funds devoted to abstinence-only education are funds taken away from prevention programs that could address the health and sexualities of lesbian, gay, bisexual and transgender people. .
Moreover, abstinence-only programs convey a message about the intrinsic wrongfulness of homosexual conduct that reinforces social stigma and prejudice, to potentially devastating effect. In Uganda, for instance, PEPFAR-funded safer-sex education materials were revised to state that premarital sex and homosexuality “violate religious or cultural moral standards” and are “immoral.” PEPFAR funds have been given to groups that explicitly promote homophobia in Uganda.
PEPFAR’s authorizing legislation also requires that nongovernmental organizations adopt agency-wide policies pledging their opposition to sex work as a condition of receiving US funds for international anti-AIDS work. These restrictions have had a devastating effect on anti-AIDS work among sex workers. Organizations doing lifesaving anti-AIDS work have lost US funding due to these restrictions, or have curtailed effective programs out of fear that they would be seen as “promoting prostitution.” This requirement jeopardizes groups’ ability to combat HIV/AIDS in high-risk communities, such as transgender sex workers. The provision clashes with internationally-recognized best practices on public health and human rights standards.
For endangering children: Roman Giertych, Minister of Education and Deputy Prime Minister of Poland. The leader of Poland’s far-right party, the League of Polish Families (Liga Polskich Rodzin), Giertych said, “There is no room, nor will there ever be any room, for homosexual activism within the school system in Poland on my watch.” In March, his ministry announced it would propose a law to “punish anyone who promotes homosexuality or any other deviance of a sexual nature in education establishments.” Teachers, school principals, visiting educators and student human rights defenders who even mention homosexuality could face dismissal, fines and imprisonment. The ministry also announced that “teachers who reveal their homosexuality will be fired.” These proposals would also prohibit health educators advocating safer sex for lesbians and gays from entering the schools. Previously, the deputy minister of education had called safer-sex materials “negative propaganda.”
In 2005, under Giertych’s control, the ministry had vigorously condemned an international project training youth in issues of gender stereotypes and gender-based discrimination. A ministry official accused the project of “depraving young people.”
Giertych’s policies deprive Polish students of the chance to learn not just about human sexuality, but about tolerance, diversity, and equality. They deny them potentially life-saving information about HIV/AIDS and other sexually transmitted diseases. And they promote an atmosphere of prejudice in schools which could lead to violence.
They are part of a consistent policy of homophobia promoted by President Lech Kaczynski. Last June, for instance, the State Prosecutor’s office ordered local prosecutors to launch investigations into the conduct of “homosexuals” on unsupported and defamatory allegations of “pedophilia.” In 2005 and 2006, authorities in Warsaw and other cities tried to ban marches in support of LGBT rights. Last year a member of Parliament, Wojciech Wierzejski of the League of Polish Families, called for “deviants” to be “bashed with a baton.”
For trying to force his sexual orientation on others: Representative Bienvenido Abante, Chair, House Committee on Civil, Political and Human Rights, Philippines. Claiming that homosexuals can be “cured” and turned into heterosexuals, Representative Abante has repeatedly blocked legislative consideration of a landmark bill that would ban discrimination based on sexual orientation and gender identity in the Philippines.
Philippine LGBT activists, including the Lesbian and Gay Legislative Advocacy Network (LAGABLAB), have campaigned for the passage of antidiscrimination legislation for more than seven years.
Despite several religious organizations’ support for the bill, Representative Abante has cited both the Qur’an and the Bible in alleging that the legislation promotes a “culture of death.” In a speech in November, he called homosexuality “not normal” and urged “helping gays to learn to function heterosexually.” He claimed he had seen “hundreds of lesbians and gays” who had “changed their lifestyles.” He suggested that LGBT people are excluded from the “definition” of human rights, saying that “It is often the definition that decides whether someone has a human right or not; whether that someone has the right to protection, to a fair trial, to life.”
US-based religious groups working in the Philippines have campaigned heavily against the bill, promoting the idea that homosexuality is a “curable” behavior and a “perverse deathstyle.”
For creating public and private scandals: President Mahmoud Ahmadinejad of Iran. In a spreading campaign to “counter immoral behavior” in Iran, ordinary people who simply look or act differently are at risk. Since early May, thousands of women have been detained for not conforming to “correct” Islamic dress. In April, Iran’s Supreme Court overturned murder sentences against six religious police for killing people they considered “morally corrupt.” The sentence contributes to a growing climate of impunity for vigilante forces.
The Ahmadinejad government regularly violates the right to privacy. Its religious vigilantes carry out brutal raids on homes and other private places in search of “deviant” behavior—including homosexual conduct.
Islamic law and Qur’anic tradition set an extremely high standard of evidence for sexual offenses; proof of homosexual conduct requires a confession repeated four times, or four eyewitnesses to the act. Under these strict terms, convictions would be hard to achieve. However, Iran’s regime allows conviction based on circumstantial evidence, or “the knowledge of the judge.” Suspicion can thus become proof, further eroding any safeguards for privacy.
Under Iran’s criminal code, lavat (sexual intercourse between men) is “punishable by death,” while tafkhiz (non-penetrative “foreplay” between men) is punishable by 100 lashes for each partner, and by death on the fourth conviction. The punishment for sexual intercourse between women is 100 lashes, and death after the fourth offense.
The last person known with reasonable certainty to have been sentenced to execution in Iran for consensual homosexual conduct was in March 2005. There is no information as to whether the sentence has been carried out or not.